venerdì 30 ottobre 2015
Il pranzo col Dogmatico Integralista
Il pranzo col Dogmatico Integralista
10 Febbraio 2014: di Berangher su pensieri_e_poesia, 490 letture
capitolo secondo-Non ho mai
amato chi pontifica dal pulpito mentre cerca di radiolizzarti la mente e
nel contempo vorrebbe farti sembrare un nano,nascondendosi dietro lo
scudo dei massimi sistemi che non hanno mai interessato la gente comune o
gli ignavi di turno,
che in comune hanno un'unica esigenza,che poi è
quella naturale di riempirsi lo stomaco e di riempirlo ai propri
figli.Il dogmatico sedeva di fronte a me al tavolo della Fattoria,molto
elegante e griffato,abbigliamento che faceva a pugni con la sua
sociologia da radical chic,seppure avesse origini di sinistra e pagato
dazio per queste scelte battagliere nei tempi del Furore,tantè che
quella figura sprigionava anche del rispetto che raccoglievo nel mio
sguardo,ma come ho detto non mi piacciono i Savonarola tutta piazza e
parole...Si mangiava trofie col pesto in onore dell'ospite,il
Dogmatico,e si parlava cercando di conoscerci quando il Direttore
cercandomi sul Milan fece precipitare il discorso sul Presidente
Berlusconi.Calcolando male la mia statura,ritenendomi l'idiota tipo da
stadio,l'africano di certa filmografia da vascio napoletano...cerco di
farmi un sermone usa e getta sul Presidente ed i suoi "amici"e il che mi
infastidì subito tantè che risposi a quel fuoco di parole che
sembravano belati del"68 al tempo del liceo.
Perchè da tempo m'ero
fatto una mia idea su quei moti studenteschi e su quella protesta
francese di piazza contro la Nato(guardate
i filmati dell'epoca
all'inizio della rivolta studentesca ed i cartelli contro la Nato)e
m'ero convinto che il Sistema vistosi attaccato, aveva reagito
sciogliendo le briglia alla protesta e l'aveva cavalcata, e nel contempo
trasformata in quella contro il sistema borghese,mentre senza perdere
tempo aveva già infiltrato radical chic,caporioni e capomastri e molte
pecore al seguito.Molti di questi poi ubriacati dall'ideale s'erano
fatto risucchiare dal vortice dei moti del tempo che fu del
Furore,consapevolmente o non avevano pagato pegno e almeno per questo
meritavano rispetto,come il Dogmatico.Un pò perchè mi aveva
sottovalutato,non stimandomi,ricadendo sempre nel loro più grande e
ripetitivo errore di non considerare l'avversario anche quando può
all'apparenza sembrare il nulla, e un pò perchè quelli come lui avevano
fatto da sponda agli "invasori atlantici",leggittimando così la loro
violenta reazione, motivandola dall'imminente pericolo rosso o nero per
l'ordine costituito che poteva arrivare dai vari gruppi armati che si
stavano costituendo ma che già avevano infiltrato per proprio uso,come
oggi con le "rivoluzioni" viola o arancione e prima ancora
Solidarnosch'con l'elettricista utile idiota in mano agli stessi, ed in
Italia coi "misteri Italiani",non ultimo il caso Moro.Certo ognuno nella
Fattoria aveva una storia che io cercavo di imparare senza mai
oltrepassare il loro privato,ma il Dogmatico insisteva nel trattarmi da
studentello,prolisso com'era mi voleva fare una lezione di cronaca sulla
recente Storia Italiana,al chè gli feci notare che nè il borsalino nè
la maglia lacoste potevano essere i paladini della lotta contro i
massimi sistemi e che se era griffato lui...io potevo tenermi il mio
Milan ed anche il presidente Berlusconi,anzi il Direttore gli rimarcò
che non doveva neanche fare il pieno per la sua auto alla stazione del
carburante se le sue filippiche tendevano a boicottare i massimi
sistemi,ed io convenivo,anzi mi doveva spiegare perchè al tempo della
guerra del Vietnam una canzone"C'era un ragazzo che come me amava i
Beatles e Rolling Stones"cantata da Gianni Morandi e scritta da autori
italiani Migliacci_Lusini nessuno di loro se la filava e se cantata
dall'americana Baez diventava l'emblema o il vessillo di quella strana
gioventù senza divisa ma tenuti già al laccio dal Burattinaio che aveva
già scritto il copione ed affidato le parti...a ciascuno la sua!
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