venerdì 30 ottobre 2015
La Parabola della Tenda di Babilonia
La Parabola della Tenda di Babilonia
30 Maggio 2013: di Berangher su primopiano, 816 letture
"L'ipocrisia è il linguaggio proprio della corruzione".
Papa Francesco I
Un giorno il Sant’Uomo Ca Hass Mecarlile, fece un sogno nel quale il Signore
gli ordinava di costruire una grande Tenda di vetro, per dare lavoro agli emarginati di quella provincia dell’Impero.Così fece chiamare i migliori architetti-capomastri della regione per eseguire il volere di Dio.
Cominciò la processione di architetti,faccendieri,ruffiani che si volevano
accaparrare l’appalto,tantè che Ca Hass Mercarlile non sapeva più che fare
e per disperazione si rivolse ad un filosofo che aveva le mani in pasta un
po’ ovunque,che gli presentò un mercataro,già faccendiere,che a sua volta gli
presentò un fioraio.In realtà quest’ultimo,produceva solo un tipo di pianta,
l’alice meravigliaio,che a suo dire era di facile coltivazione e soprattutto,avrebbe portato un tanto- quando di guadagno,in sesterzi.
Ca Hass Mercarlile accettò l’offerta,perché era un uomo di fede e si fidava
del prossimo e non conosceva le malizie dei faccendieri.
Cosi fu spianato un terreno della fattoria sotto una collinetta arida,facile alle frane,ma l’architetto-capomastro disse che andava bene e che non c’erano problemi,anzi,offeso voleva lasciare il cantiere.
Il faccendiere, insieme al fioraio, ordinarono la tenda, che poi fu cambiata e cambiata ancora,fino a quando,dopo mesi di attesa,il sant’uomo Mercarlile Ca Hass ,perse la pazienza e minacciò di cacciarli via tutti, se tra una settimana non fosse stata pronta la Tenda.
Il filosofo,allora,ordinò un convivio dove invitò il faccendiere, l’architetto,il fiorario,il capocantiere, ed a sua volta minacciò gli stessi:”Questo ci caccia,ha mangiato la foglia…montate la tenda che perdo l’affare e se perdo l’affare non c’è zuppa neanche per voi,che non sapete fare nulla e non contate una cicca senza di me,perché l’unica cosa che sapete fare è strisciare…”
Così in quattro quattrotto,come nel “48,fu portata una tenda di vetro,ma con pannelli di Archimede,adatti più per il sole dell’equatore,che non per quelle zone collinose e franose,soggette alle tempeste di sabbia nera.
Fu chiamata più di una bottega per montarla,ma non avendo mai visto una tenda dell’equatore,ogni volta cambiava la squadra,coi costi che lievitavano.
Ma il filosofo, il faccendiere,l’architetto,il fiorario giuravano che tutto andava bene e che presto…prestissimo il Sant’Uomo avrebbe avuto la sua tenda per dare Lavoro per tutti.
Così quest’ultimi si accordarono con una Bottega di un altro distretto,che sotto un sole cocente
di una estate ancora più torrida per quei luoghi,cominciò a montare la Tenda!
Quando,però,gli operai cominciarono ad interrare i piloni,si accorsero che il terreno in quel posto della fattoria era di argilla,non adatto a sostenere la Tenda,già fragile di per sé…così l’architetto-capomastro fece preparare un letto di calcestruzzo romano,che le legioni usavano per fare le strade dell’Impero.Ma si esagerò nel buttarlo, tantè che ne fu buttato troppo,comunque sia si cominciò a montare la tenda,con lentezza ma si andava,perché quello era il suo destino,ed oltre nei tempi dei tempi.
Però,mano mano che la Tenda veniva alzata,il Sant’Uomo cominciava ad avere delle perplessità
su quella struttura,che vedeva fragile ed inadeguata a quei luoghi e convocò di nuovo tutti.
Ma il Filosofo,il faccendiere,l’architetto, il fioraio risposero che tutto andava bene e che non c’erano problemi,tra pochi giorni la Tenda sarebbe stata pronta.
E così fù,per il giubilo di tutti,ma ben presto alla gioia si sostituì l’amarezza,perché si accorsero che era passato il tempo per piantare l’Alice Meravigliaio e quel tipo di tenda poteva ospitare solo quella pianta ogm.
Il Sant’Uomo li perdonò,perché forse questo era anche il volere di Dio,avrebbero aspettato l’anno seguente per fare la semina.La Tenda fu serrata,il faccendiere,l’architetto, il filososo decaduto,il fiorario furono pagati,anzi,al fioraio fu dato anche un anticipo per le nuove piante di Alice Meravigliaio.
Passò del tempo e venne il periodo delle tempeste di sabbia nera,e quell’anno fu più dura delle altre volte ,tantè che in una notte buia si scatenò l’apocalisse che distrusse tutto e fra questo tutto… anche la Tenda.Quando passò la tempesta si contarono i danni ed i danni furono ingenti:la Tenda era distrutta,e quello che non aveva fatto la tempesta…lo fece la frana,perché tutta la collina era
collassata sulla Tenda,azzerandola.S’era salvato solo il letto di calcestruzzo romano,ma si sa che i Romani sanno costruire bene.
Ma i guai non finirono con il crollo della Tenda,anzi,ne cominciarono altri e molto più devastanti per le borse di denaro del Sant’Uomo.Infatti,cominciarono ad arrivare i creditori che non erano stati saldati dal faccendiere e dal fioraio,e il Sant’Uomo fu costretto a pagare,pagare,pagare,tantè che si arrabbiò molto che li fece convocare tutti.
Loro vennero e si accomodarono ai tavoli,credendo che fosse un altro convivio ma ebbero una amara sorpresa,così amara,come il pane anzimo della festa dell’Addio.
Il Sant’uomo Mercartile Ca Hass,si fece trovare col tribuno Romano Ippofia Fiano Gracco ed i suoi legionari ed alzando il dito verso il cielo,come a marcare la testimonianza del Signore,tuonò:” «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito questa casa, ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.Mentre la Tenda è crollata come un fuscello,perché non aveva basi solide.E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella Tenda, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande».
Europa Romana de berangher
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