venerdì 30 ottobre 2015
A Facenda isca Muller
A Facenda isca Muller
Capitolo Primo-Quando arrivai alla Fattoria ero un poeta randagio che
abbaiava alla notte.C'ero arrivato "causa" un amico e non certo per la
voglia di lavorare alla mia età,lo stipendio non era neanche poi così
grande ma equo per quello che dovevo fare.Il mio primo impatto fu
traumatico davanti a quell'orrendo piatto di maccheroni, condito con
quel sugo strozzato da una quantità enorme di bucce di pomodori,che alla
sola vista mi facevano vomitare, poichè da sempre anche una sola buccia
cotta di questo ortaggio in un sugo mi tappa lo stomaco e lo predispone
ai rigurgiti di questa allergia
agro-esistenziale!Rifiutai!Cortesemente...ma rifiutai,poichè da molto
tempo,anni,non mi nascondo più nei miei stessi sguardi,pur sapendo che
avrei urtato la loro sensibilità, venendo meno al mio ruolo di ospite
ma...sinceramente non potevo rischiare di vomitare sul tavolo e nel
contempo suicidarmi lo stomaco.Per un attimo ci fu imbarazzo in tutti i
presenti,qualcuna cercò anche di pontificare e moralizzarmi attraverso
stantie e banali metafore che neanche raccolsi,disprezzandola...poi un
piatto al salame e al formaggio ed un boccale di fiano spazzarono via
anche quell'attimo imbarazzante che il mio rifiuto aveva disegnato su
quei visi.Quel vino era buono ed andava giù che era un piacere al
gusto,era un ottimo fiano irpino,"figlio"di un piemontese che per strane
vie della vita e per quei sentieri selvaggi dell'anima che si aprono a
volte là nella nostra mente e che ti portano a fare delle scelte fuori
dal quotidiano comune ai "tutti",scelte che poi gli avevano imprigionato
l'esistenza e marchiato la vita.E comunque non essendo un sammaritano
nè un"fratello"da molto tempo non giudico nessuno nè le loro pagine di
vita specie se non giudicano quelle della mia vita.Così m'era
apparso,ora che osservavo "il piemontese",quel colloquio al mattino con
la deliziosa Monica ed il furetto napoletano Ciro,peggio ancora quello
di pochi giorni dopo davanti a quello stesso tavolo, dove avevo sfiorato
quel sugo orrendo alle bucce di pomodoro,un comitato inquisitore di un
politburo o forse ero il mio politburo interiore che non ama essere
valutato da nessuno e per nessuna ragione ma i poeti si sà...sono
Albatros che volano in alto e solo in alto sanno essere come Dio.
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