giovedì 10 dicembre 2015

La Parabola Bonum Sanctæ Inquisitiónis

La Parabola Bonum Sanctæ Inquisitiónis 07 Dicembre 2015: di Alberto Maietta su primopiano, 139 letture Le letture di Berangher avevano del prodigioso,nessuno ramo del sapere ne fu escluso,e tutto assimilò quel suo spirito avido e pronto.E forse la mancanza di materiale per altri studi,fu una delle cause,che lo spinse ad abbandonare la pace del convento alla ricerca di nuove sorgenti di congnizioni ,onde estinguire la sua insaziabile sete di intellettuale. Fu così,che un giorno di Maggio del 7 di grazia 2013 d.c.-ricordate questa data che molto influenzò le vicende successive-Berangher Berias lasciò il convento,dirigendosi a piedi verso la nuova destinazione il Monastero benedettino di Montserrat. L'abate,congedandolo con una benedizione,gli sorrise amaro”Pax multa in cella,foris autem plurima bella” Quella sera si fermò al convento di San Guglielmo in Pratula,dove per la carestia e la peste dilagante,portata dai giansenisti di Capua,erano stati prorogati i rigidi digiuni quaresimali,ma non per un ospite del convento ed il suo codazzo di zerbinanti che gozzovigliavano,allegramente,attorno ad un tavolo.Gli dissero che era un formatore dolciniano. Berias non potè fare a meno di notare che l'ospite aveva una fisionomia patibolare,la bocca volgare e i piccoli occhi scaltri,che sembravano scure pallottoline nel viso colore di creta.Da quella sera non dimenticò mai quel viso,perchè gli eventi,mutarono il corso dei disegni di Berangher,e cioè di dedicarsi in Montserrat a pacifici studi,sotto la guida di famosi maestri nel solco del Regimini Militantis Ecclesiae,gli piombarono addosso proprio come fulmini a cielo sereno,così che egli nemmeno sapeva,al momento,capacitarsene. Poteva aver dormito una mezz'ora,non più,allorchè svegliandosi,vide nella sua cella il priore,qualche monaco e il giansenista formatore che lo indicava con un dito ai restanti,in un lampo sinistro e crudele nei piccoli occhi neri. -eccolò là ladro di un frate matricolato!esclamò,avanzandosi il giansenista. Subito si fece un gran silenzio tutt'intorno ,per la sorpresa,di quella accusa.In breve l'ospite accusava Berias del furto del miele del convento,trovato nelle anfore messe in groppa a dei muli ,e pronte per essere portate via dal convento.Il priore,come gia molti altri,e in buona fede, cadde nella ragnatela del formatore che ordinò di fare una riunione ,per giudicare Berias ascoltando i testimoni.La commissione fu presieduta da un marranos che all’unanimità decretò l’esilio per Berias da Pratula. 7 maggio 2013 dc. Datava il documento. Berias per il dolore di quel tradimento dell’amico priore,ebbe una febbre fortissima e dolorosa,emicrania a grappolo,che gli fece perdere la memoria. Regimini militantis Ecclesiae 2 anni dopo a Montferrat. Dopo la confessione generale, raccomandata dagli Esercizi spirituali, ovvero la revisione di tutta la propria vita fatta con un confessore al fine di raggiungere una migliore conoscenza di sé stessi e cominciare un nuovo modo di vita. E Berias a Montferrat studiò moltissimo e molti furono gli esercizi spirituali ai quali partecipava volentieri,essendo un albatros solitario che cercava Dio...Divenne prima Temporale laico della Compagnia e poi professo ed in questa veste fu chiamato dal Provinciale della Societàs Iesu ed inviato al Convento di Pratula,dove si mormorava fosse entrato il demonio. Bonum sanctæ Inquisitiónis Circa 2 anni prima era arrivato al convento di Pratula,un saccente,ambiguo levantino,volgarmente acidoso,toparo olioso ratti forme,etero ormonale,insomma un mezzo greco di San Sebastiano al Vesuvio,con una valigetta di pezze colorate,che a suo dire avevano proprietà psicoteraupetiche ed anabolizzanti sui i servi della gleba che bussavano alla porta del convento,così da preparali alle contaminazioni delle buone pratiche della decrescita felice,una para filosofia esistenziale,quasi gender,dei nuovi cattivi maestri nipotini di quelli del 69 d.c. Una fitta mi prese alla testa,chiusi gli occhi e aprendoli mi tornò la memoria.Riconobbi in quel levantino giansenista,il formatore di 2 anni prima che mi aveva accusato del furto del miele,senza che il priore mi avesse difeso,anzi portato davanti alla cattiva inquisizione ed esiliato dal Convento. Il mio istinto non s’era sbagliato…Era un magliaro della duchesca di Napoli,uno spacchettaro di vitalizi,promotore delle catene peggiori di Sant’Antonio,anche perché le parole contaminazione e decrescita avevano nel mio vocabolario un significato negativo. Forse la spiegazione di questo lessico doveva trovarsi nei loro manuali di”masturbazioni cerebrali”,in particolare nel complesso di Edipo,dove però la madre era la società,in particolare le associazioni cattoliche,che nei loro sguardi era una grassa stupida vacca da mungere,mimetizzando il loro vizio predatorio sotto le insegne di volontariato solidale mercenario,in realtà erano solo dei professionisti del sociale. Il priore,come già molti altri suoi fratelli,ed in buona fede,spinto solo dalle necessità della crisi economica e dalla carestia che aveva fatto aumentare le folle dei poveri bussare alla sua porta ,era caduto nella ragnatela del giansenista,di quel venditore di fumo,che abbagliava gli ingenui coi suoi sogni da piazzista,come un tempo suo nonno nelle piazze di paese coi suoi pacchi.In realtà,erano solo progettazioni virtuali,inesistenti o fallimentari,come quello dell’aquilone di Icaro che non aveva mai preso il volo,o quello della Tenda di Babilonia dove si doveva sperimentare la coltivazione dei Trifidi od ancora quello della reliqua della tibia del cane santo, per uno ospizio per 500 hens ,o ancora la pet terapia con le api. Era stato un enorme spreco di risorse,anche umane,dato che i soldi dei poveri erano stati usati per i suoi convivi solidali,dove il piazzista si esibiva come una ballerina del figarò senza averne le sensualità ed il fascino.Qualcosa poi lo gettava ai suoi zerbinanti, ed ai suoi marranos,come il padrone fa con i cani. Ricordai al Priore che avevo facoltà di assolvere i penitenti e gli ricordai di fare gli Esercizi Spirituali,e avendone facoltà anche la riconciliazione coi fratelli,così da potersi dedicare di nuovo alla sua missione,ovvero al servizio ai carcerati ed ai malati negli ospedali. Come capo della commissione della Buona Inquisizione proposi al priore il giansenista per l’esilio,e mi riservai di inviare l’incartamento all'imperium magistratus ,ma diedi questa possibilità al priore che era un umile servo di Dio e che in buona fede era caduto nelle ragnatele del formatore. Bonum sanctæ Inquisitiónis

Lettera a Famiglia Cristiana del 5 Dicembre 2015

Lettera commento a Famiglia Cristiana 05 Dicembre 2015: di Alberto Maietta su primopiano, 76 letture Gentile alberto maietta, il tuo commento a Accogliere i poveri è il cuore del Vangelo, inviato il 02/12/2015 alle 09.19 è stato pubblicato ed è ora visibile da tutti gli utenti del sito. Le illuminanti parole del Santo Padre Francesco I portano ad una severa riflessione:E' vero che i vescovi ed i monsignori dovrebbero tenersi alla larga dai troppi conti e dalle troppe fatture e consulenze ed appalti da assegnare...ma è pure vero che dovrebbero radiografare meglio i laici con i quali si accompagnano.Molti laici da decenni hanno bussato al porta del”Convento”non per fame di Cristo né per missione solidale,ma per predare le risorse dei fedeli gestite dalla Chiesa per opere di carità,e spesso per tornacconti personali o per amici o peggio ancora per parenti,in una sorta di neo nepotismo globale. Dallo Stato alla Chiesa in una catena di montaggio predale,usata dai professionisti del solidale sociale ,una catena di Sant'Antonio laddove il povero viene usato per razziare risorse,dove diventa solo una”cosa”da tenere al guinzaglio,a ricatto fisso,per uso personale e della corte. Questi venditori di fumo che ai convivi solidali blaterano di buone pratiche,di contaminazioni solidali,di decrescite felici,sono i novelli Barabba di cui spesso i vescovi,come novelli Ponzio Pilato,si lavano le mani,tenendosi troppo lontano dai conti e dai bilanci e...”non scelgono da che parte stare”,come ha chiesto Francesco I. E là nei bilanci delle loro diocesi che i Vescovi dovrebbero mettere le mani,perchè dal quotidiano nasce la loro missione di evangelizzazione,e occuparsi delle anime non sarebbe solo una metafora,ma il Verbo di Cristo, laddove ci sarebbe la soluzione o almeno la direzione giusta per stare tutti nel mondo,se non con tanto pane,con una Speranza per il Futuro. Il Papa,questo Papa ci ha chiamato sulla nuova Arca della Umanità,umilmente pregandoci,per remare tutti insieme verso un mondo migliore,senza il chiacchiericcio o gli egoismi del Fariseo,credenti,laici,atei...Tutti! Se i Vescovi daranno l'esempio, l'Uomo comune che ha bisogno come mai oggi di affetto,e non dico Amore,perchè non sarà un cambiamento veloce,oggi come oggi che le filosofie gender,la demonizzazione della Famiglia Naturale,le abiure alle proprie radici cristiane da parte di certi”cattivi maestri”,radici non soltanto di Credo ma Culturale,metastando la nostra Civiltà,con il falso mito della accoglienza,come in quella trama del film “Indovina chi viene a cena?”di Stanley Kramer con Sidney Poitier,perchè accoglienza non vuole dire rinunciare ai propri valori,ma riflettere e se mai innestare nuove esperienze alle proprie certezze ed il Cristianesimo è una di esse.Un valore per tutti,anche per uno come me che per molto tempo è stato lontano da questo ovile,non è una crociata la nostra ma l'istinto di sopravvivere alle metastasi dei cattivi maestri. Famiglia Cristiana

La Parabola del metodo inventato

a Parabola del Metodo inventato 18 Novembre 2015: di Alberto Maietta su primopiano, 383 letture La Parabola del Metodo inventato Un giorno Fratello Berias fu svegliato dal suono del campanaccio del convento dove s'era ritirato per i suoi studi,da un servo della gleba inviato dal Priore dell'abbazia dei Monaci Santi.La missiva blaterava di un metodo che a dire del priore,su suggerimento di 2 animelle santarelle,era stato usato da Fratello Berias per accusare un venditore di fumo e il suo codazzo,che da tempo abbindolava il priore con promesse di relique sante che avrebbero dato lavoro a tutti i poveri del contado,in particolare una,ovvero la tibia di un cane santo deceduto nell'assedio di Pratulum da parte di Saladino di Nola. In realtà erano anni che il venditore di fumo,conosciuto pure come l'ape regina,con mansioni da fuco dei comitati solidali mediterranei,stravendeva chiacchiere, senza realizzare che il nulla,incassando ducati dai baroni locali,che lo usavano come chiavetta per blandire la gleba, con sogni di fumo e tenerla lontano dalle piazze,mentre loro facevano passarella nei circus iteneranti dei capocomici che scrivevano balle per i Palazzi del Potere! Ma erano tempi di carestia e il rè aveva chiuso i forzieri, e di conseguenza i baroni le borse,così i venditori di fumo affogavano nel loro stesso chiacchiericcio,e non avendo più farina da dare alla gleba s'erano convertiti a Dio,mentre ai convivi solidali,continuavano ad essere dei farisei incalliti,diventando sempre più cattivi ed avidi,insomma dei predoni solidali. Mentre Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri,i venditori di fumo rubavano ai poveri per dare a loro stessi,come l'inchiesta dello Sceriffo di Roma aveva dimostrato con Mafia Capitale. Ora il rè, non per sete di giustizia,ma perchè la carestia e le guerre gli avevano svuotato i forzieri,e gli anni delle vacche grasse erano solo un ricordo,aveva lanciato la campagna”Fuori il Malloppo”e ordinato ai suoi finanzieri di “vedere”i conti dei baroni e dei loro consulenti ed dei mercanti con cui facevano affari. In contemporanea,la Chiesa aveva un nuovo Papa,un gesuita venuto dall'Argentina,Francesco I che stava formattando tutto il clero,spalando nuove strade per Cristo,per ritornare alla parola originale del Signore! Allora Fratello Berias dopo avere letto la missiva,sorrise amaro e prendendo una pergamena,che usava solo nelle occasioni solenni,scrisse al Priore dei monaci Santi: “Caro Amico,e proprio perchè ti sono amico,voglio ricordarti che il metodo che mi attribuiscono i 2 paria sono il metodo che voi usate,e che tu hai fatto usare,avendo 2 travi negli occhi,perchè tu sei persona degna e timorata di Dio,e non ti accorgi del chiacchiericcio che sale attorno alla tua persona, proprio perchè ai convivi solidali sociali ti sei,ed continui ad accompagnarti ai venditori di fumo ed al loro codazzo. Cerca i tuoi nemici là tra di loro,oppure tra chi vuole diventare priore al tuo posto, e caccia i mercanti dal Tempio,prima che la tempesta ti travolga!Voglio solo ricordarti che a suo tempo l'ape regina,si inventò uno scritto, laddòve si accusava 2 fratelli di non avere dato da mangiare ad un contadino stanco,smentito dallo stesso agricolo,e per il quale non ha mai chiesto scusa!I dettagli sono importanti caro priore,perchè definiscono un'anima ed i suoi vizi! E ti ricordo pure delle accuse dei suoi paria ad un Fratello Gesuita di avere rubato un quintale di miele,accuse risultate poi infondate,e per le quali tu stesso non hai preso provvedimenti.Se è vero che il Signore ci racconta del figlio prodigo che tornò dal padre e fu perdonato,tu non sei il Signore, e s'è giusto seguire i suoi insegnamenti,allora ti ricordo La parabola del fattore infedele.Il Santo Padre ha detto che il chiacchiericcio è l'ipocrisia sono la lingua del Diavolo,e il rè ci ha ricordato che la diffamazione e la calunnia sono reati e che per questo c'è l'Inquisizione.Pace e bene Eccellenza con reverenza Fratello Berias” originale in Latino della pergamena Scripsit Priori et monachis sanctis «Excellentiae et eo ipso ego amicum volo te admonebo methodum in duas Pariahs sunt methodo uti et tu usus ex II trabes in oculo, quia Sex dignum et timens Deum, et animae tuae, et homo circumferens garrulitas nescis quia tu es habitare in societate coniunxisset, sicque ut accipiat te sibi in comitatu anguis oleum et institoribus. Quaero inimici inter se aut inter eos qui volunt divites fieri ante sedem, aurigabat numulariorum de templo coram tempestate opprimit! EGO iustus volo ut admoneri debeas tunc regina apis excogitavit scriptis ubi duos reos non gramina pastus agricolis defessi inficiari eadem firma et defendit quod nunquam Details magnis cara prius definit animam suam propter vitia Et memini pariah his criminibus ad fratrem Jesuita ton abstulerant mellis et probata crimina falsa, cujus tu scis quod ne asellum quidem provvedimenti.Se Dominus dicit de filio prodigo, qui reversus dimissus est a patre, non Domino placuit doctrinam sequi, tunc recordati parabolam vilicum iniquitatis. Beatissimus Pater quod est hypocrisis garrula lingua diaboli sunt, et reges in infamiam commemoraverit et iniquitates libel unde est bonum et sancte frater Inquisizione.Pace Excellentia Berias "

mercoledì 25 novembre 2015

Lettera commento a Famiglia Cristiana del 13/11/2013

Gentile Alberto Maietta,  il tuo commento a Giovedì 12 novembre 2015 - SAN GIOSAFAT, vescovo e martire - memoria, inviato il 13/11/2015 alle 12.32 è stato pubblicato ed è ora visibile da tutti gli utenti del sito.  Ecco il testo del tuo commento:  Ed un umile Pastore sbarcò sul soglio di Pietro,dopo un lungo ed agitato Viaggio,dal di là dell'Atlantico,senza la pretesa di conquistarci con nuovi stili di vita o filosofie alienanti,ma soltanto per liberarci dalle nostre stesse catene,laddove ci avevano precipitato un consumismo avvelenato ed i”cattivi maestri”che ci avevano drogato l'anima,metastandola con le filosofie gender ed l'innaturalità di modelli di nuove tipologie di famiglie,spacciandole per diritti civili e illuminismo. Queste metastasi hanno colonizzato anche la Chiesa,dove avidi pastori,più che apostoli di Cristo si sono trasformati in quei mercanti del Tempio,che già il Signore aveva cacciato... Illusoriamente si era pensato che bastasse innervare il gregge di Cristo con nuove pecorelle ,provenienti da altri continenti,e da altre culture,ma alla fine s'è persa l'identita cristiana,omogenizzata,ibridandola,in solo folkore,senza la sacralità del Cattolicesimo,pur di apparire moderni,e questo favorito anche dai nemici del Cristianesimo e specie della Roma Cattolica. Invece di evangelizzare siamo stati scristianizzati! Ma la Chiesa non ha l'esigenza di apparire moderna,la sua modernità è già tutta nel Verbo di Cristo,nelle suoi insegnamenti ci sono tutte le risposte che cerchiamo,solo i farisei e gli ipocriti fanno finta di non trovarle,accecati dai loro egoismi e dai loro comitati di affari. E allora collaboriamo con questo Pastore venuto dall'altra parte del mondo,per evangelizzare di nuovo la vecchia Europa, dove sono nate le radici del Cristianesimo, e che produssero i semi che oggi sono quelli che produranno il Nuovo Rinascimento della Cristianità Grazie per aver partecipato alla discussione,  La redazione di Famigliacristiana.it 

lunedì 23 novembre 2015

Commento su Famiglia Cristiana 11/11/2015

Gentile alberto maietta, il tuo commento a Papa Francesco: «Non fermeranno le mie riforme», inviato il 11/11/2015 alle 09.16 è stato pubblicato ed è ora visibile da tutti gli utenti del sito. Ecco il testo del tuo commento: Le illuminanti parole del Santo Padre Francesco I,portano ad una riflessione:è giusto che i vescovi ed i monsignori si tengano alla larga dai troppi "conti e fatture"ma è anche vero,per la cronaca,troppi laici che recitano a fare i credenti,una volta dentro"le mura di Cristo",in ogni diocesi,diventano dei razziatori dei soldi dei fedeli e di progetti, le cui risorse vengono usate per tornaconti personali ed le persone deboli e povere,solo strumento per fare soldi ad uso personale o parentale,con consulenze ed appalti ad amici e ditte,spesso sfruttando gli stessi soggetti per manodopera in nero,per i quali s'erano chiesti fondi della Chiesa o fondi europei o di fondazioni o di privati.In sintesi il disagiato viene usato per più ruoli,in primis per giustificare le spese,i fondi,le donazioni,poi per i progetti dove vengono usati come numero e peggio ancora come manodopera per quelle opere o progetti dove già dovevano essere protagonisti attivi,essendo beneficiari di quei soldi. Insomma come è emerso da Mafia Capitale" il povero"diventa solo una"cosa"da tenere a guinzaglio per uso personale di denaro che invece dovrebbe andare ai poveri o soggetti a rischio di cui tanto si riempiono la bocca ai convivi i mercenari del disagio sociale,che mutuando Sciascia,ho definito i Professionisti del Solidale Sociale.Questi novelli Barabba,finti credenti,anzi,portatori di filosofie disumane come quelle gender o demolitori della FAMIGLIA NATURALE,quasi tutti con militanze radicale e di sinistra,ma anche finti conservatori,si accreditano presso le diocesi vescovili con le loro coop onlus,per poi razziare i soldi dei fedeli o di progetti,sotto lo scudo di Cristo e quindi è vero che i vescovi dovrebbero pensare più alle anime,ma quanti loro sono dei novelli Ponzio Pilato?Quanti.Il Santo Padre dovrebbe inviare in ogni Diocesi un suo rappresentante e verificare od indirizzare le diocesi per un modello unico nella gestione dei fondi della Chiesa,ed i vescovi fare seguire questo modello a tutta la galassia cattolica di caritas,coop etc.Insomma i vescovi non dovrebbero essere"distratti"da questi professionisti del disagio sociale,o cattivi amministratori,e non fare come Ponzio Pilato e affidarsi ai neo Barabba,a fiducia.Del resto non basta andare nei continenti e chiedere ai nuovi fedeli di aderire alla Fede se nell'Europa Cristiana,come appare ed le accuse ed i richiami del Papa lo confermano,è diventata una nuova sodoma e gomorra.Eppure basterebbe mettere solo in pratica il Vangelo di Cristo,dove nella Parola di Gesù l'Uomo è messo al centro dell'Universo ed ha il dono di Dio"da che parte stare..."

La Parabola di Via Crucis

Berangher litteras ad Gallicum Gesuito Sicilian ubi et miratur amicum: "In viam crucis in Vaticano et purgat tot consortiums Mafia Mutua vigent quasi tumores in cavea et catholicarum associationum et Mafia Capital ostendit facti inhonesta metastases quorum bonis catholicis egestas libero sed nescio aut non audebant vigorem, si venire Romam judicando? " "La Via Crucis del Vaticano farà anche pulizia dei tanti Consorzi Mafia Solidale che allignano come tumori nelle coop ed nelle associazioni cattoliche?E che come Mafia Capitale ha dimostrato,sono diventate delle metastasi impresentabili,di cui i bravi cattolici vorrebbero liberarsi ma non sanno, o forse non hanno la forza ed il coraggio per farlo,se non arriva in loro soccorso,come a Roma,la Magistratura?" Racconta Nuzzi in Via Crucis,"A poco più di tre mesi dalla nomina il pontefice inizia la sua lotta contro la cattiva gestione dei conti portata avanti dalla banca vaticana, denunciando scarsa trasparenza e finanze fuori controllo. ‘Se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?‘, è una delle frasi di Papa Francesco carpite durante un incontro con i vertici della Santa Sede. “ Scrive ancora Nuzzi, “Dopo aver visionato i bilanci non ufficiali dello Ior,che documentano non solo la cattiva amministrazione dei soldi ma delle vere e proprie operazioni di malaffare, Papa Francesco chiede trasparenza per una situazione finanziaria degenerata che, sostiene il giornalista, sarebbe anche all’origine delle dimissioni di Benedetto XVI. “ E la domanda che sorge spontanea,dopo la lettura di Via Crucis,"Questo malaffare,questa totale assenza di trasparenza dei bilanci”, è una degenerazione solo del Vaticano oppure di tutte le Arcidiocesi della galassia cattolica?" Gli sperperi della Curia,il malaffare ,i bilanci truccati, sono soltanto dentro il Vaticano oppure è una metastasi che sta nascosta in tutte le Arcidiocesi Italiane? Il Papa vuole che ogni cardinale,che ogni vescovo o prete, anche chi per anni ha tollerato qualsiasi cosa, possa comprendere che è arrivato il momento di scegliere da che parte stare.Con Cristo o con Barabba?Partendo dalle tesi di Nuzzi,nella sua Via Crucis,certificato con documenti originali,allora credo che il Papa debba“fare indagare”su tutta la galassia cattolica,dalle Arcidiocesi,alle associazioni cattoliche e soprattutto su quelle cosiddette associazioni e coop laiche di volontariato,vedi Mafia Capitale,che dietro lo scudo di Dio, hanno effettuato delle vere e proprie operazioni di malaffare,e razzie dei soldi dei fedeli.Racconta ancora Nuzzi in Via Crucis” Scarsa trasparenza,e finanze fuori controllo,senza i protocolli per iniziare lavori e senza quelli di pagamento,prima di ogni acquisto o di lavori strutturali, e non chiedendo almeno 3 preventivi,diversi tra loro,per scegliere il più conveniente”,tantè che possiamo definire questi ultimi professionisti del disagio sociale e soci dei Consorzi Mafia Sociale o Consorzi Mafia Solidale. La domanda è”Quanto di questo malaffare,di scarsa trasparenza,di finanza fuori controllo esiste nel mondo delle coop e del volontariato cattolico,e in quelle dei Mercenari del disagio Sociale,che come ipocriti farisei baciano l'anello dei vescovi,per poi meglio razziare i soldi dei fedeli?” La cronaca di Mafia Capitale fa emergere dalle sacrestie laiche,e molte collaborano con le Curie locali,scarsa chiarezza delle procedure dei bilanci,di fatture gonfiate,di appalti di servizi o lavori di ristrutturazione,a ditte“amiche”,e spesso con manodopera a nero,di consulenze fuori bilancio “regalate” a professionisti amici o peggio ancora a parenti, agendo come quelle mafie, che ai convivi o nelle sacrestie laiche, a parole, dicono di combattere,mentre ne mutuano le peggiori azioni.

Commento su Famiglia Cristiana del 18/11/2015

Gentile alberto maietta,  il tuo commento a Papa Francesco: «Non fermeranno le mie riforme», inviato il 18/11/2015 alle 11.04 è stato pubblicato ed è ora visibile da tutti gli utenti del sito.  Ecco il testo del tuo commento:  La Parabola del Metodo inventato Un giorno Fratello Berias fu svegliato dal suono del campanaccio del convento dove s'era ritirato per i suoi studi,da un servo della gleba inviato dal Priore dell'abbazia dei Monaci Santi.La missiva blaterava di un metodo che a dire del priore,su suggerimento di 2 animelle santarelle,era stato usato da Fratello Berias per accusare un venditore di fumo e il suo codazzo,che da tempo abbindolava il priore con promesse di relique sante che avrebbero dato lavoro a tutti i poveri del contado,in particolare una,ovvero la tibia di un cane santo deceduto nell'assedio di Pratulum da parte di Saladino di Nola. In realtà erano anni che il venditore di fumo,conosciuto pure come l'ape regina,con mansioni da fuco dei comitati solidali mediterranei,stravendeva chiacchiere, senza realizzare che il nulla,incassando ducati dai baroni locali,che lo usavano come chiavetta per blandire la gleba, con sogni di fumo e tenerla lontano dalle piazze,mentre loro facevano passarella nei circus iteneranti dei capocomici che scrivevano balle per i Palazzi del Potere! Ma erano tempi di carestia e il rè aveva chiuso i forzieri, e di conseguenza i baroni le borse,così  i venditori di fumo affogavano nel loro stesso chiacchiericcio,e non avendo più farina da dare alla gleba s'erano convertiti a Dio,mentre ai convivi solidali,continuavano ad essere dei farisei incalliti,diventando sempre più cattivi ed avidi,insomma dei predoni solidali. Mentre Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri,i venditori di fumo rubavano ai poveri per dare a loro stessi,come l'inchiesta dello Sceriffo di Roma aveva dimostrato con Mafia Capitale. Ora il rè, non per sete di giustizia,ma perchè la carestia e le guerre gli avevano svuotato i forzieri,e gli anni delle vacche grasse erano solo un ricordo,aveva lanciato la campagna”Fuori il Malloppo”e ordinato ai suoi finanzieri di “vedere”i conti dei baroni e dei loro consulenti ed dei mercanti con cui facevano affari. In contemporanea,la Chiesa aveva un nuovo Papa,un gesuita venuto dall'Argentina,Francesco I che stava formattando tutto il clero,spalando nuove strade per  Cristo,per ritornare alla parola originale del Signore! Allora Fratello Berias dopo avere letto la missiva,sorrise amaro e prendendo una pergamena,che usava solo nelle occasioni solenni,scrisse al Priore dei monaci Santi: “Caro Amico,e proprio perchè ti sono amico,voglio ricordarti che il metodo che mi attribuiscono i 2 paria sono il metodo che voi usate,e che tu hai fatto usare,avendo 2 travi negli occhi,perchè tu sei persona degna e timorata di Dio,e non ti accorgi del chiacchiericcio che sale attorno alla tua persona, proprio perchè ai convivi solidali sociali ti sei,ed continui ad accompagnarti ai venditori di fumo ed al loro codazzo. Cerca i tuoi nemici là tra di loro,oppure tra chi vuole diventare priore al tuo posto, e caccia i mercanti dal Tempio,prima che la tempesta ti travolga!Voglio solo ricordarti che a suo tempo l'ape regina,si inventò uno scritto, laddòve si accusava 2 fratelli di non avere dato da mangiare ad un contadino stanco,smentito dallo stesso agricolo,e per il quale non ha mai chiesto scusa!I dettagli sono importanti caro priore,perchè definiscono un'anima ed i suoi vizi! E ti ricordo pure delle accuse dei suoi paria ad un Fratello Gesuita di avere rubato un quintale di miele,accuse risultate poi infondate,e per le quali tu stesso non hai preso provvedimenti.Se è vero che il Signore ci racconta del figlio prodigo che tornò dal padre e fu perdonato,tu non sei il Signore, e s'è giusto seguire i suoi insegnamenti,allora ti ricordo La parabola del fattore infedele.Il Santo Padre ha detto che il chiacchiericcio è l'ipocrisia sono la lingua del Diavolo,e il rè ci ha ricordato che la diffamazione e la calunnia sono reati e che per questo c'è l'Inquisizione.Pace e bene Eccellenza con reverenza Fratello Berias” originale in Latino della pergamena Scripsit Priori et monachis sanctis «Excellentiae et eo ipso ego amicum volo te admonebo methodum in duas Pariahs sunt methodo uti et tu usus ex II trabes in oculo, quia Sex dignum et timens Deum, et animae tuae, et homo circumferens garrulitas nescis quia tu es habitare in societate coniunxisset, sicque ut accipiat te sibi in comitatu anguis oleum et institoribus. Quaero inimici inter se aut inter eos qui volunt divites fieri ante sedem, aurigabat numulariorum de templo coram tempestate opprimit! EGO iustus volo ut admoneri debeas tunc regina apis excogitavit scriptis ubi duos reos non gramina pastus agricolis defessi inficiari eadem firma et defendit quod nunquam Details magnis cara prius definit animam suam propter vitia Et memini pariah his criminibus ad fratrem Jesuita ton abstulerant mellis et probata crimina falsa, cujus tu scis quod ne asellum quidem provvedimenti.Se Dominus dicit de filio prodigo, qui reversus dimissus est a patre, non Domino placuit doctrinam sequi, tunc recordati parabolam vilicum iniquitatis. Beatissimus Pater quod est hypocrisis garrula lingua diaboli sunt, et reges in infamiam commemoraverit et iniquitates libel unde est bonum et sancte frater Inquisizione.Pace Excellentia Berias "